Non può una sconfitta contaminare il buon percorso fin qui fatto, indipendentemente da come sia maturata. Il Catanzaro si presenta alla sfida col Bari – un “classico” del calcio meridionale – dopo la battuta d’arresto di Modena, che non ha tuttavia minato le consapevolezze.
Fungerà da ulteriore esame, la partita di domani, intanto per mettere un mattoncino in più verso i playoff, a poche giornate dal termine. Ma è necessario che la squadra dimostri di aver voltato pagina rispetto ad un inciampo che ci può stare e ci mancherebbe altro.
“Abbiamo lavorato come sempre”: non può che esordire così alla vigilia, Fabio Caserta, nel riavvolgere il nastro ripercorrendo il canovaccio del “Braglia”, specie gli aspetti negativi.
“Sicuramente non è stato un primo tempo all’altezza. Siamo stati troppo lenti nel far girare palla – osserva dal Poligiovino, agganciandosi alle dichiarazioni di sabato scorso –, mentre abbiamo fatto una buona ripresa, ma non è bastato a portar via il risultato”.
Impossibile, tuttavia, pretendere il livello di freschezza fisica e brio emerso in apertura di torneo, in tutte le squadre. Ciò incide e non poco: ognuno lotta per degli obiettivi, per cui si va poco “per il sottile”, specie chi si appiglia alla forza della disperazione per potersi salvare.
“Siamo in una fase in cui le partite non sono spettacolari come nel girone d’andata! Si lotta per ogni singolo punto e non vi è questo ‘calcio champagne’ altrove”, aggiunge il mister, secondo il quale non è certo mancata brillantezza a Modena. Messa da parte la sconfitta, testa ad “un Bari con qualità e ottime individualità”: “Può essere importantissima per il prosieguo“.
Senza Antonini e Pontisso oltre a La Mantia e D’Alessandro, il Catanzaro terrà gli occhi aperti verso un avversario “in cerca di risposte” al “Ceravolo”, per stessa ammissione di Moreno Longo (LEGGI QUI): “Entrambe le squadre stanno facendo un ottimo campionato, dovremo essere molto ‘pratici’ e consapevoli della nostra forza – osserva Caserta –, facendo ciò che sappiamo, ossia alzare i ritmi e leggere la partita, perché il Bari punta molto sull’uno contro uno a tutto campo”.
Come ha avuto modo di esprimere di recente, l’allenatore dell’US individua nel match del “San Nicola”, dello scorso ottobre, lo spartiacque che ha forgiato la squadra. “Quella gara è stata fondamentale affinché il gruppo diventasse ‘squadra’! Poi è stato un crescendo, di partita in partita“, osserva Caserta.
E il trainer delle Aquile preferisce concentrarsi sul presente: “Non faccio programmi ‘a lungo termine’, né penso alle sette partite che mancano – rivela a tal proposito –, mi aspetto una reazione davanti al nostro pubblico, scenario che ci porta a dare sempre qualcosa in più. Conta fare più punti fino alla fine, poi si vedrà”.
Soffermandosi, tra l’altro, sull’importanza di tornare a sfruttare i calci piazzati, tra i nodi da sciogliere – ancora una volta – il nome da affiancare a Iemmello, unico “cruccio” (per così dire) fino ad oggi: “Cerco di sfruttare tutti, individuando l’elemento che possa sposarsi in base all’avversario – sostiene il tecnico melitese -. Sì, gli altri attaccanti non hanno prodotto tanto in termini di gol, ma guardo il lavoro fatto in partita e c’è ancora tempo”.
Nessun commento specifico, infine, sull’eventuale stato d’animo di Ciro Polito nel corso della settimana, tra gli ex della partita: “Anche il direttore ha vissuto una settimana tranquilla, magari dal sapore diverso – conclude -. Non penso minimamente all’umore della piazza di Bari. Guardiamo in casa nostra“.