Alla vigilia Fabio Caserta era stato chiaro: “Questa squadra ha bisogno di fare la prestazione per ottenere la vittoria” (LEGGI QUI). Mai frase fu più azzeccata.
Il Catanzaro, tuttavia, non ha mica offerto le prove scialbe (e indecorose) di Cesena o Cremona; anzi, in alcuni momenti vi era la sensazione palpabile di poter trovare la via del pareggio, cosa avvenuta con Iemmello al 61′.
Ma dal “Braglia” – campo che si conferma ostico per le Aquile – giungono vari spunti degni di riflessione, se davvero si vuole “alzare l’asticella”, come dice il tecnico. In ogni caso nulla per cui strapparsi i capelli: l’US resta saldamente in posizione playoff, questa battuta d’arresto potrà essere presto riscattata. Nulla di grave.
In sala stampa il tecnico del Catanzaro è onesto nella lettura: “Questa sconfitta funga da insegnamento”, ammette il mister, nel commentare il 2-1 maturato al termine del match.
“Primo tempo sottotono, dai ritmi troppo bassi per le qualità che abbiamo, cosa che non possiamo permetterci, perché le squadre si chiudono, ripartono e creano difficoltà – osserva Caserta -. Meglio la ripresa, l’avevamo rimessa in piedi ma siamo stati ingenui nel nostro momento migliore. Dopo pochi secondi dal pareggio abbiamo subito un’azione pericolosa e da una nostra ripartenza errata è nato l’angolo da cui è arrivato il 2 a 1! E quando subisci gol così, diventa tutt’altra partita“. Plauso alla schiettezza del trainer melitese.
“Sì, affrontavamo una squadra forte che ha fatto una grande partita. Oltre ai suoi meriti nel primo tempo non è stato il solito Catanzaro nel velocizzare l’azione, troppo lento e compassato – aggiunge -. Dovevamo restare lucidi, ho inserito giocatori il più possibile offensivi. Come dicevo dopo il derby e come ribadisco sempre, anche dopo le sconfitte, occorre resettare subito in vista di sette partite difficili”.
Caserta poi lancia un messaggio in particolare: “Non bisogna fare l’errore di pensare che con la vittoria sul Cosenza sia ‘finito’ il nostro campionato! Altrimenti ci si fa male da soli”, dice.
“Quagliata ha accusato febbre la notte scorsa e a fine primo avevo capito stesse male, mentre Situm è stato sostituito per scelta tecnica – rivela, a proposito dei cambi -. Ilie si è mosso molto bene tra i tre centrocampisti e poi anche sulla fascia, ruolo naturare per lui, poiché nasce esterno”.
Stando alle parole di Caserta, si tratta di errori diversi ad aver inciso sul risultato: “Abbiamo creato specie nella ripresa, cercando l’uno contro uno sulle corsie per riempire l’area con tanti uomini – riflette – Ma se abbassiamo i ritmi non emergono i nostro valori, diventiamo troppo prevedibili specie contro squadre come il Modena, che aspettano per ripartire”.
Una battuta d’arresto che non sposta lo stato delle cose, per fortuna, ma lascia un insegnamento al Catanzaro: affrontare squadre chiamate a salvarsi è anche più complicato. “Questa sconfitta ci farà capire che occorre restare concentrati – sottolinea -, serva da lezione per ricaricarci in vista della prossima partita”.
“Guai a pensare che, a salvezza acquisita e avendo vinto il derby, si siano raggiunti gli obiettivi”, conclude. Parola di Caserta. E la prossima settimana arriverà il Bari al “Ceravolo”.